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02/04/2021

Imprese agricole: un credito d’imposta per l’E-commerce

Se fino ad un anno fa non era così importante avere una piattaforma dove poter vendere i propri prodotti, ad oggi sta diventando fondamentale.

La pandemia ha cambiato la nostra modalità di comprare la merce, di qualsiasi tipo essa sia: dai cosmetici, ai giochi per bambini, da attrezzature specifiche ai vestiti, da prodotti alimentari di qualsiasi genere a quelli freschi e così via che, per la maggior parte, avviene online. Le imprese man mano hanno cercato di adattarsi, permettendoci qualora possibile, di trovare tutto in Internet attraverso piattaforme dedicate o siti aziendali diretti e di concludere un’esperienza d’acquisto comodamente dal divano di casa visto che non ci era consentito uscire.

Non tutti però si sono potuti permettere questo cambio / integrazione del proprio sistema…soprattutto quelle attività che, come le piccole aziende agricole, non avrebbero mai pensato di abbandonare la vendita a contatto diretto con i clienti.

E’ proprio a queste ultime che ci rivolgiamo ricordando che, da gennaio 2021, il credito d’imposta del 40% è stato esteso nell’agricoltura per la promozione del made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia.

Il commercio elettronico delle imprese agricole potrà, quindi, essere potenziato. La particolare Legge di Bilancio 2021 (articolo 1, comma 131, legge n. 178/2020) ha previsto che il credito spetta per i periodi di imposta dal 2021 al 2023.

Sostanzialmente l’agevolazione richiama quella che era stata già introdotta con l’articolo 3, comma 1 del Dl n. 91/2014 che aveva stanziato un bonus per le imprese che producono prodotti agricoli e agroalimentari “nella misura del 40 per cento delle spese per nuovi investimenti sostenuti, e comunque non superiore a 50.000  euro,  nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due  successivi, per la realizzazione e l’ampliamento di  infrastrutture  informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico”.

Nella versione attuale, i destinatari della misura di favore non sono le singole imprese, ma le reti di imprese agricole e agroalimentari, anche se costituite tramite cooperativa o consorzi o aderenti alle misure “le strade del vino”. Queste ultime sono dei percorsi turistici segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, in cui si trovano vigneti e cantine di aziende agricole in cui è possibile fruire dei prodotti locali o delle attività ricreative, culturali e didattiche, svolte dalla stessa azienda. L’obiettivo è quindi la valorizzazione dei territori a vocazione vinicola e delle produzioni locali. Gli strumenti di organizzazione, gestione e fruizione di tali percorsi sono stabiliti dalle regioni, anche di intesa con gli enti locali interessati (legge n. 268/1999).

Il beneficio è riservato alle reti di imprese, un network cioè realizzato attraverso un contratto fra più imprenditori finalizzato ad accrescere la reciproca capacità innovativa e la propria competitività sul mercato. Attraverso l’intesa i soggetti si obbligano a esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali. Dal punto di vista esterno, l’aggregazione può essere percepita dai clienti e dai fornitori come un’unica entità che assorbe le singole imprese, dal punto di vista interno, però, le singole imprese mantengono la propria autonomia e indipendenza giuridica ed economica, perseguendo, oltre all’interesse individuale anche quello comune (Dl n. 5/2009).

Il credito d’imposta made in Italy, dunque, grazie alla legge di bilancio 2021, accoglie una nuova platea di beneficiari; gli interventi devono essere indirizzati:

  • a favorire le esportazioni del nostro Paese, con il miglioramento delle potenzialità delle vendite online dei prodotti nazionali a clienti stranieri;
  • alla creazione di depositi fiscali virtuali negli Stati esteri;
  • alla stipula di accordi con gli spedizionieri doganali anche ai fini dell’assolvimento degli oneri fiscali e per le attività e i progetti legati all’incremento delle esportazioni.

Potranno fruire del bonus le reti di imprese agricole e agroalimentari che realizzano e ampliano le proprie infrastrutture informatiche e contribuiscono a implementare l’e-commerce. Per gli oneri finanziari la legge di bilancio ha stanziato 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

I criteri e le disposizioni applicative dell’agevolazione saranno definiti con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate che sarà adottato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.

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